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Simone Inzaghi e l'esilio dorato: "tra applausi, silenzi e ingratitudine"!

  Simone Inzaghi, nel silenzio più totale dopo quattro anni intensi, ha lasciato l’Inter. Lo ha fatto pochi giorni dopo una clamorosa e inspiegabile sconfitta per 5-0 nella finale di Champions League contro il PSG, come se la sua squadra non fosse mai realmente scesa in campo. E questo, dopo aver eliminato in semifinale uno dei Barcellona più forti degli ultimi dieci anni, con una prestazione tatticamente perfetta e con quel pizzico di coraggio e fortuna che nel calcio non guastano mai. Il crollo finale, soprattutto in campionato e inspiegabilmente nella partita più importante dell’anno, è stato fatale, ma anche profondamente amaro. Eppure, i Mass media e parte della tifoseria non hanno avuto nessun dubbo: da allenatore in ascesa del calcio europeo a tecnico sopravvalutato e fortunato, il passaggio è stato fulmineo. Inzaghi è stato screditato in fretta e con superficialità, come spesso accade nel nostro Paese quando qualcuno decide di intraprendere strade diverse e quando non ...

#FinoallaFine: Per la Juventus che verrà il futuro è adesso!



Gli arrivi in rapida successione di Pogba, Di Maria e Bremer - soffiato all’Inter nel corso di un avvincente duello di mercato - scaldano l’ambiente bianconero creando una sorta di spasmodica attesa per vederli direttamente agire sul rettangolo verde - nel più breve tempo possibile - con la maglia della Juventus indosso. Una grande tripletta di colpi di mercato in grado di far tornare quell’ entusiasmo - tra i tantissimi tifosi della Juventus di tutta Italia - che non si vedeva da tempo, soprattutto dopo l’ultimo triennio poco entusiasmante e in una stagione - quella appena trascorsa - avara di soddisfazioni e colma di umiliazioni, culminata con la sconfitta in finale di Coppa Italia rimediata contro gli “odiatissimi” rivali dell’Inter. Tre colpi di “teatro” importanti, che lanciano un segnale molto chiaro alle concorrenti dirette per lo scudetto: l’obiettivo è vincere e bisogna tornare a farlo nel più breve tempo possibile. 

IL FUTURO È ADESSO

Dopo un’annata non certamente positiva e con il ritorno di Massimiliano Allegri in panchina - da cui ci si aspettava decisamente molto di più - la Juventus quest’anno ha deciso di ripartire forte rompendo gli indugi dei colpi di mercato. La linea seguita dai dirigenti bianconeri sembra chiara ed evidente dopo tre anni di disastri susseguitesi uno dopo l’altro: l’obiettivo è quello di tornare a vincere subito, attraverso una squadra che possa contare su giocatori pronti e di livello. La Juventus non può più permettersi di aspettare, nel corso degli anni ha perso fin troppo terreno nei confronti della concorrenza sia in Italia che soprattutto in quella tanto rincorsa Europa, in cui ha subito tre eliminazioni consecutive negli ottavi di finale della Champions League - con squadre ampiamente alla portata - e che sono costate - probabilmente - le teste dei due ex allenatori bianconeri Maurizio Sarri e Andrea Pirlo. La Juventus vuole tornare dunque ad essere protagonista anche e soprattutto in Italia dopo due anni in cui non è stata quasi mai veramente in lotta per il titolo né con l’Inter né tantomeno - quest'anno - con i rossoneri e i due quarti posti conquistati consecutivamente - e per il rotto della cuffia - sono stati il sintomo di come il livello della squadra bianconera si sia abbassato notevolmente in questi ultimi anni dopo aver vinto nove scudetti di fila. 

Una Juventus che sta tornando ad utilizzare il “pugno duro” soprattutto nei confronti di chi non vuole più “sposare” la causa bianconera, infatti si è discusso moltissimo tempo del caso Dybala - nel frattempo accasatosi alla Roma - ma la dirigenza è stata chiara sin dall’inizio con il giocatore e con il suo entourage, facendogli recapitare un’offerta congrua che non ha voluto accettare ed evidentemente il fatto che sia andato - con tutto il massimo rispetto del caso - in una squadra importante e con ambizione ma non con lo stesso blasone della Juventus, la dice lunga su come siano andati veramente i fatti e che evidentemente il fantasista argentino e il suo procuratore avevano delle  pretese che la dirigenza non era più disposta ad assecondare per una serie di motivi già ampiamente spiegati all’epoca dei fatti dallo stesso Ad della Juventus Maurizio Arrivabene. 

Ma non finisce qui perché la Juventus aveva già avviato questo processo di profondo rinnovamento nel corso della finestra di mercato invernale della passata stagione, quando ha ceduto Kulusevsky e Bentancur al Tottenham ed ha acquistato al loro posto Zakaria e soprattutto Vlahovic, assicurandosi uno dei migliori giovani prospetti in Europa. Ha proposto dei rinnovi ai giocatori in scadenza – tra cui anche Federico Bernardeschi oggi un nuovo giocatore del Toronto di Insigne e Criscito – con offerte congrue in base al loro status nella rosa, seguendo un filo conduttore abbastanza rigido e molto condivisibile: “Cari signori se non vi sta bene quella è la porta, la Juve viene prima di tutto e tutti”.  Un segnale importante di come finalmente le cose stiano per tornare nel verso giusto e in cui le scelte ricominciano ad avere una loro logica dopo anni di sbandamento totale con investimenti non propriamente azzeccati. Dunque linea rigida che è stata seguita - senza alcuna eccezione - anche con il giovane difensore olandese Matthijs De Ligt che ha deciso di non rinnovare il contratto in scadenza nel 2024 e che quindi ha “obbligato” di fatto la Juventus a cederlo subito per non rischiare di perderlo a zero tra due anni. Un giocatore importantissimo ma che non credeva più nel progetto bianconero poiché voleva confrontarsi in una realtà diversa – più competitiva- e ha deciso di farlo in Bundesliga e più precisamente con la maglia del Bayern Monaco. Una cessione che ovviamente ha fatto incassare una notevole cifra alla Juventus  - 67 milioni + 10 di bonus - lasciando dei dubbi in una difesa già orfana di Giorgio Chiellini e con un Leonardo Bonucci sempre più prossimo al ritiro ma che in compenso ha già acquistato un “toro” come Gleison Bremer in meno di 24 ore dopo la vendita dell’olandese, che dire Cheapeau!

QUALE SARA’ IL PROSSIMO PASSO?

La dirigenza sta lavorando abbastanza bene dimostrando di sapere quello che fa con l’acquisto di giocatori mirati per accontentare le richieste di rinforzi da parte del suo tecnico Massimiliano Allegri ma ovviamente ancora le incognite rimangono tante. Una Juventus che rischia di presentarsi ai nastri di partenza con diversi esuberi non utili al progetto di rivoluzione tattica che il tecnico livornese sta per mettere in atto ma non solo poiché con la cessione di De Ligt - e l’arrivo di Bremer - mancherebbe un altro centrale da affiancare al giocatore brasiliano, un regista - Paredes del Psg? - per garantire una manovra più fluida alla squadra bianconera e soprattutto un vice Vlahovic se Moise Kean non dovesse rimanere alla Juventus. Senza ovviamente considerare la mancanza di un terzino sinistro di un certo livello - uno dei reparti più deboli della Juventus negli ultimi tre anni - e i giocatori con la valigia in mano come Arthur, Rugani e Ramsey. Dunque cosa aspettarsi? Sicuramente la strada tracciata è quella giusta e la dirigenza sta dimostrando di saper lavorare bene e con idee chiare poiché alla Juventus il futuro è adesso e il tempo delle attese è finito. #Fino alla fin
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Ciccio Indi

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