Gli arrivi in rapida successione di
Pogba, Di Maria e Bremer - soffiato all’Inter nel corso di un avvincente duello
di mercato - scaldano l’ambiente bianconero creando una sorta di spasmodica
attesa per vederli direttamente agire sul rettangolo verde - nel più breve
tempo possibile - con la maglia della Juventus indosso. Una grande tripletta di colpi di mercato in grado di far tornare quell’
entusiasmo - tra i tantissimi tifosi della Juventus di tutta Italia - che
non si vedeva da tempo, soprattutto dopo l’ultimo triennio poco entusiasmante e
in una stagione - quella appena trascorsa - avara di soddisfazioni e colma di
umiliazioni, culminata con la sconfitta in finale di Coppa Italia rimediata contro
gli “odiatissimi” rivali dell’Inter. Tre colpi di “teatro” importanti, che
lanciano un segnale molto chiaro alle concorrenti dirette per lo scudetto: l’obiettivo è vincere e bisogna tornare a
farlo nel più breve tempo possibile.
IL FUTURO È
ADESSO
Dopo un’annata non certamente positiva e con il ritorno di Massimiliano
Allegri in panchina - da cui ci si aspettava decisamente molto di più - la Juventus quest’anno ha deciso di ripartire forte rompendo gli indugi dei
colpi di mercato. La linea seguita dai dirigenti bianconeri sembra chiara ed
evidente dopo tre anni di disastri susseguitesi uno dopo l’altro: l’obiettivo è quello di tornare a vincere
subito, attraverso una squadra che possa contare su giocatori pronti e di
livello. La Juventus non può più permettersi di aspettare, nel corso degli
anni ha perso fin troppo terreno nei confronti della concorrenza sia in Italia
che soprattutto in quella tanto rincorsa Europa, in cui ha subito tre
eliminazioni consecutive negli ottavi di finale della Champions League - con
squadre ampiamente alla portata - e che sono costate - probabilmente - le teste
dei due ex allenatori bianconeri Maurizio Sarri e Andrea Pirlo. La Juventus
vuole tornare dunque ad essere protagonista anche e soprattutto in Italia dopo
due anni in cui non è stata quasi mai veramente in lotta per il titolo né con
l’Inter né tantomeno - quest'anno - con i rossoneri e i due quarti posti
conquistati consecutivamente - e per il rotto della cuffia - sono stati il
sintomo di come il livello della squadra bianconera si sia abbassato
notevolmente in questi ultimi anni dopo aver vinto nove scudetti di fila.
Una Juventus che sta tornando ad utilizzare
il “pugno duro” soprattutto nei confronti di chi non vuole più “sposare” la
causa bianconera, infatti si è discusso moltissimo tempo del caso Dybala - nel
frattempo accasatosi alla Roma - ma la dirigenza è stata chiara sin dall’inizio
con il giocatore e con il suo entourage, facendogli recapitare un’offerta
congrua che non ha voluto accettare ed evidentemente il fatto che sia andato -
con tutto il massimo rispetto del caso - in una squadra importante e con
ambizione ma non con lo stesso blasone della Juventus, la dice lunga su come
siano andati veramente i fatti e che evidentemente il fantasista argentino e il suo
procuratore avevano delle pretese che la
dirigenza non era più disposta ad assecondare per una serie di motivi già
ampiamente spiegati all’epoca dei fatti dallo stesso Ad della Juventus Maurizio
Arrivabene.
Ma non finisce qui perché la
Juventus aveva già avviato questo processo di profondo rinnovamento nel corso
della finestra di mercato invernale della passata stagione, quando ha ceduto
Kulusevsky e Bentancur al Tottenham ed ha acquistato al loro posto Zakaria e
soprattutto Vlahovic, assicurandosi uno dei migliori giovani prospetti in
Europa. Ha proposto dei rinnovi ai giocatori in scadenza – tra cui anche
Federico Bernardeschi oggi un nuovo giocatore del Toronto di Insigne e Criscito
– con offerte congrue in base al loro status nella rosa, seguendo un filo
conduttore abbastanza rigido e molto condivisibile: “Cari signori se non vi sta bene quella è la porta, la Juve viene prima
di tutto e tutti”. Un segnale
importante di come finalmente le cose stiano per tornare nel verso giusto e in
cui le scelte ricominciano ad avere una loro logica dopo anni di sbandamento
totale con investimenti non propriamente azzeccati. Dunque linea rigida che è stata seguita - senza alcuna eccezione -
anche con il giovane difensore olandese Matthijs De Ligt che ha deciso di
non rinnovare il contratto in scadenza nel 2024 e che quindi ha “obbligato” di
fatto la Juventus a cederlo subito per non rischiare di perderlo a zero tra due
anni. Un giocatore importantissimo ma
che non credeva più nel progetto bianconero poiché voleva confrontarsi in una
realtà diversa – più competitiva- e ha deciso di farlo in Bundesliga e più
precisamente con la maglia del Bayern Monaco. Una cessione che ovviamente ha
fatto incassare una notevole cifra alla Juventus - 67 milioni + 10 di bonus - lasciando dei dubbi in una difesa già orfana di Giorgio Chiellini e con un
Leonardo Bonucci sempre più prossimo al ritiro ma che in compenso ha già
acquistato un “toro” come Gleison Bremer in meno di 24 ore dopo la vendita
dell’olandese, che dire Cheapeau!
QUALE SARA’ IL PROSSIMO PASSO?
La dirigenza sta lavorando abbastanza bene dimostrando di sapere quello
che fa con l’acquisto di
giocatori mirati per accontentare le richieste di rinforzi da parte del suo
tecnico Massimiliano Allegri ma ovviamente ancora le incognite rimangono tante.
Una Juventus che rischia di presentarsi
ai nastri di partenza con diversi esuberi non utili al progetto di
rivoluzione tattica che il tecnico livornese sta per mettere in atto ma non
solo poiché con la cessione di De Ligt - e l’arrivo di Bremer - mancherebbe un
altro centrale da affiancare al giocatore brasiliano, un regista - Paredes del
Psg? - per garantire una manovra più fluida alla squadra bianconera e
soprattutto un vice Vlahovic se Moise Kean non dovesse rimanere alla Juventus.
Senza ovviamente considerare la mancanza di un terzino sinistro di un certo
livello - uno dei reparti più deboli della Juventus negli ultimi tre anni - e i
giocatori con la valigia in mano come Arthur, Rugani e Ramsey. Dunque cosa
aspettarsi? Sicuramente la strada tracciata è quella giusta e la dirigenza sta
dimostrando di saper lavorare bene e con idee chiare poiché alla Juventus il futuro è adesso e il tempo
delle attese è finito. #Fino alla fine
Ciccio Indi
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