Siamo usciti finalmente dalla crisi? È la domanda delle domande che
tutti i tifosi della beneamata si stanno facendo dopo un inizio di stagione, letteralmente,
da film horror.
Eppure, i presupposti per fare, molto, bene erano ottimi dopo
la passata stagione.
- Due trofei portati a casa contro la squadra di Max Allegri; Coppa Italia e Supercoppa italiana con lo scalpo eccellente dei rivali storici;
- Il bel
gioco ritrovato dopo anni che non si vedeva dal primo Spalletti;
- Il mercato
oculato di Marotta senza vendere nessun big della rosa;
- L’inserimento
di 2 giovani di ottime prospettive come Asllani e Bellanova;
- Un upgrade
pazzesco con Henrix Mxit'aryan al posto di una palla al piede come Vidal.
Qualcosa che non andava si era, già, intravisto nelle prime
amichevoli stagionali a causa di una condizione fisica precaria della squadra e
di una serie di novità tattiche di Mr. Inzaghi atte, soprattutto, a valorizzare
il gioco di un ritrovato Lukaku.
Novità che il gruppo squadra ha fatto fatica a recepire per n. ragioni. L’inizio di stagione, però, ha fatto emergere una serie di problematiche
anche a causa di una serie di risultati insoddisfacenti della squadra nerazzurra.
Quattro sconfitte dolorose nelle prime nove giornate di campionato; disfatte rovinose maturate
contro le 2 romane, l’Udinese e quella più dolorosa di tutte contro il Milan di
Stefano Pioli. Un gioco macchinoso - quello dell’Inter di Mr. Inzaghi - che
non decollava affatto; Un mister, palesemente, in difficoltà a causa delle sue idee
confuse e per i soliti errori nel leggere le partite in corso d’opera con cambi
spesso troppo tardivi e sbagliati concettualmente. Difficoltà che si sono
amplificate con gli infortuni, importanti, di Lukaku e Brozovic; il
campione croato è il faro e il regista del nostro centrocampo.
Fortunatamente, la Champions League ha portando in dote ottimi
risultati per gli uomini di Simone Inzaghi. Eppure, subito dopo il sorteggio del
nostro Girone con dentro squadre top come il Barcellona e Bayer, tutti ci davano
per morti e sepolti. Per fortuna così non è stato. Il resto è storia recente. La prima giornata con il Bayer ha evidenziato lo strapotere
e la differenza abissale della squadra di Monaco rispetto alla nostra in tutto
e per tutto. Fortunatamente dalla seconda giornata in poi c’è stata la grande rinascita
della squadra nerazzurra.
Contro il Viktoria Plzen abbiamo imposto
all’avversario il nostro gioco e il risultato è stato molto favorevole. Abbiamo vinto,
meritatamente, per 2 reti a 0 con le marcature di Edin Dzeko al 20’ del PT e
Dumfries al ’70.
Siamo arrivati alla sfida con il Barcellona con il vento in
poppa e l’umore altissimo nonostante lo scetticismo di alcuni giornalisti e tifosi. Nella gara di andata contro i catalani, vinta 1-0 con goal
di Çalhanoğlu (n.b. il turco è stato acquistato a zero dal Milan), abbiamo
rivisto finalmente l’Inter di Inzaghi. Una squadra compatta senza paura e nessun
timore referenziale di affrontare una squadra forte come il Barcellona di Lewandowski
e company. Ma il vero capolavoro dell’Inter è stato in casa dei
catalani che, durante tutta la settimana prima dell’evento europeo, si sono buttati
la classica zappa sui piedi con inutili e stucchevoli polemiche che hanno sortito
l’effetto contrario sull’ambiente nerazzurro.
Contro il Barcellona il primo tempo è stato sofferto, sotto
nel risultato con il gol di uno scatenato Dembélé. Al contrario, nel secondo
tempo, la squadra di Simone Inzaghi ha dimostrato di esserci, ribattendo colpo
su colpo i colpi tremendi degli avversari. Alla fine dei novanta minuti di
gioco, al triplice fischio di Marciniak, abbiamo portato a casa un prezioso
3-3.
Fondamentale per la qualificazione alla
prossima fase della Champions; anche se resta il grande rammarico di non averla
vinta all’ultimo per un errore tecnico sotto porta di un inesperto, Asllani. Normale amministrazione visto la giovane età del talento albanese. In campionato, invece, la risposta all’uscita definitiva
dalla crisi la si attendeva da mesi e, fortunatamente, c’è stata, ieri sera, sul
campo difficile di Firenze. La risposta non si è fatta attendere e l’Interazionale
di Milano ha battuto la viola 4 a 3 con un goal allo scadere, 95’, di Mxit'aryan,
L’Inter di Firenze ha dimostrato di essere, finalmente, una squadra
compatta e ritrovata, senza più quel nervosismo tipico della prima parte della
stagione.
Non più una squadra che si disunisce a ogni errore tecnico, ma undici uomini che si aiutano a vicenda con uno spirito di squadra finalmente ritrovato.
Primo tempo giocato da grande squadra e 45' chiusi in vantaggio sul risultato di 2-1. Il secondo tempo di gioco,
però, la squadra ha mostrato ancora quelle lacune mentali e i cali di concentrazione
tipici dell’Inter di inizio stazione. Criticità sulle quali il Mister dovrà
lavorare sodo nei prossimi giorni per portare l'Inter a diventare una macchina perfetta. Quelli di Firenze sono stati errori ingenui e di reparto, riaprendo una partita ormai chiusa per gli uomini di Italiano.
Ma il cambio di rotta per i nerazzurri c'è stato, eccome, con
la reazione rabbiosa dopo il pareggio dei viola per ben 2 volte; La squadra di
inizio anno non avrebbe saputo reagire alle grandi difficoltà del match di
Firenze, anzi addirittura con buone probabilità l’avrebbe pure perso.
Invece, la cattiveria profusa e la voglia ritrovata del gruppo hanno portato la Pazza Inter a vincere a Firenze, all’ultimo secondo di gioco, e
reindirizzare la stagione sui binari dello scudetto. La Pazza Inter è tornata!
Sanfy85
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