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“Io senza calcio non sto bene. Fosse per me arriverei a morire in tuta, a novant'anni, all'aria aperta, a insegnare pallone a qualche ragazzo che avesse ancora voglia di starmi a sentire”. [Zdnek Zeman]
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Chi è stato più forte tra Maradona e Messi?
Eppure, incurante del palmares dell’argentino fresco campione
del mondo, un noto attore napoletano ha cinguettato, divertito, dal suo profilo
Twitter con tanto di spunta ufficiale tirata a lucido per la lieta novella: “Always
#D10S”. Un riferimento esplicito al grande Diego
Armando Maradona. Un attestato di stima assoluto - da tifoso partenopeo nostalgico
- per un grandissimo campione che ha fatto la storia del calcio italiano e
mondiale. Fino a questo momento, nulla da obiettare al noto e bravissimo attore
napoletano, conosciuto al grande pubblico per la serie Gomorra.
Anzi, solo, benevolenza nei suoi riguardi. Diego vivrà, per sempre, nei cuori di chi
ha amato il calcio, indipendentemente, dalla fede calcistica professata. È
giustissimo, sacrosanto, dedicare la vittoria mondiale dell’Argentina all’ex
calciatore, idolo, della Nazionale Argentina e bandiera del Napoli.
Ma urge, al fine di procedere allo step successivo, fare
subito una doverosa premessa che vi sottoporrò sottoforma di una tiepida domanda:
per parlare di Maradona devi essere, necessariamente,
tifoso del Napoli o dell’Argentina? Mi spiego meglio onde evitare stucchevoli
fraintendimenti tipici del mondo liberale dei social media. Per discutere di
Diego bisogna avere una sorta di tessera fedeltà, tipo quella dei supermercati?
Quando arrivi a 3000 punti, allora, scatta il premio fedeltà? Ok, adesso, puoi
parlare di Diego. Non credo proprio o meglio, un tale ragionamento farebbe
acqua da tutte le parti. Altro che Titanic. La barca andrebbe subito a fondo
nel giro di pochi secondi.
Quindi, la prima doverosa precisazione da fare - per spegnere
subito i primi focolai di ribellione della forte e gremita resistenza
napoletana - è la seguente: Diego
Armando Maradona è un patrimonio dell’umanità calcistica. L’arte non
appartiene a nessuno, nemmeno all’autore dell’opera. Diego Armando Maradona è arte allo stato puro, non può essere classificato
come un semplice calciatore.
Diego Armando Maradona, poi, non è di proprietà esclusiva di
Napoli. Tutt’al più lo è dell’Argentina, la sua patria d’origine. Sangue del
suo stesso sangue.
Detto questo, purtroppo, il bravo attore napoletano non si è
limitato all’esplicitazione di una pura e cruda ammirazione calcistica della mano
de Dios. È andato, ben, oltre i confini dell’intelletto e della dialettica con
costrutto - facendola fuori dal vaso come direbbero i grandi scrittori in gergo
letterario - insinuando con una foto, in allegato al suo cinguettio - in verità
più simile a un suono stridulo e fastidioso di un campanaccio appeso al collo
di un animale al pascolo - un dubbio atroce per chiunque avesse di sfuggita -
purtroppo - visto sulla sua bacheca quello sfregio fatto, nientedimeno, a sua
maestà Lionel Messi. Un fotomontaggio squallido e di cattivo gusto. Chi lo ha
fatto andrebbe punito con 10 frustrate, come minimo. Messi col capo chino che si accinge a pulire le scarpe a Diego Armando
Maradona. Blasfemia allo stato puro.
Quindi? Non me ne vogliano i cari amici napoletani. In guerra
tutto è lecito - a questo punto avvalendosi del sacrosanto diritto di lesa
maestà - domandomi in questa sede chi è
stato più forte tra i due super campioni argentini, Maradona o Messi?
Se confrontassimo i titoli Messi in bacheca da Lionel non c’è assolutamente
partita. La pulce batte 10 a 0 il Pibe de Oro o D10S. Quindi possiamo dire che
i parametri oggettivi sono tutti a favore di Messi. Inoltre, per valutare un
processo si utilizzano una serie di KPI. Le parole in questo step valgono meno
di zero.
Ma il calcio non è un processo o meglio, essendo uno sport di
squadra, non può essere standardizzato e, quindi, valutato soltanto attraverso
una serie di freddi e statistici key performance indicator. Nel calcio chi
vince non ha sempre ragione. La storia del calcio è piena di mezzi calciatori
che hanno vinto trofei molto importanti.
Nel calcio c’è, anche, la componente umana da non
sottovalutare affatto; Ma non soltanto, anche, quella prettamente tecnica.
Entrambi, però, sono parametri soggettivi perché chiedendo a un campione di dieci
persone chi è più forte tra Diego e Messi, alla fine, avremo una
valutazione sempre soggettiva e, comunque, parziale.
Interessante è l’osservazione fatta da un collega blogger che
scrive per il blog di SpaceSerieA.
Maradona
era una sorta di Mosè che apriva le acque, un profeta che dava speranza al
popolo. Al contrario, Messi è il simbolo del potere. Un
osservazione molto interessante e pertinente, sicuramente, ben centrata
sull’argomento.
Però, devo essere sincero, anche questa acuta e introspettiva
osservazione non mi convince totalmente. Ma io sono nato dubbioso e malfidato.
Siamo sicuri che lei è mia madre? Sono state le mie prime
parole.
Quindi, signori e signore, seguendo questo filone arrivo a
citare persino il testo di una canzone famosissima, scritta da un figlio di
Napoli e nella fattispecie il cantautore napoletano, Pino Daniele.
“Na' tazzulella e' cafè e mai niente cè fanno sapè nui cè
puzzammo e famme, o sanno tutte quante e invece e c'aiutà c'abboffano e' cafè”.
Canzone cantata dalle masse, senza aver percepito il
significato profondo.
Dove voglio arrivare? Semplice! Da un punto di vista
oggettivo, sono stato chiaro e mi sono proteso assolutamente a favore di Messi. Per lo scrivente, Messi ha dimostrato di
essere, nettamente, superiore a Maradona.
Da un punto di vista soggettivo la valutazione non può essere
fatta. Quindi non mi è possibile definire chi è stato più forte tra i due
grandi numeri dieci argentini.
Inoltre, fate molta attenzione a creare un falso mito intorno
alla figura storica di Diego Armando Maradona.
Maradona non è stato, come tutti dicono o pensano, un uomo
antisistema o l’anticonformista per eccellenza. Maradona
è stato anch’egli, suo malgrado e inconsapevolmente, uno strumento subdolo del
potere (la vittima sacrificale). La classica tazzulella e' cafè….. come direbbe
il grande Pino Daniele.
Maradona e
Messi sono le due facce della stessa medaglia. Un potere
occulto e sadico, anche nello sport, che gioca facile per raggiungere gli
obiettivi da esso prefissati, facendo leva sul sentimento più antico dell’uomo:
La paura della morte e la necessità di
credere in qualcosa di superiore. Oserei dire divino, ma con profonde radici pagane.
Chi è stato più forte tra Maradona e Messi? Bella domanda, adesso, a
voi la risposta.
Per quanto mi riguarda, tutti gli uomini hanno bisogno di credere nel proprio Personal Jesus. Per fortuna, io sono ateo.
Note:
Grazie, per aver letto, il mio ultimo pezzo: Chi è più forte tra Messi e Maradona?
Foto: https://pixabay.com/it/illustrations/maradona-diego-argentina-7214336/
Arsenico17
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Io sono milanista dico Diego sempre che ha giocato in una epoca
RispondiEliminaRagionamento condivisibile.
EliminaDico Diego giocò in un'epoca dove c'era difese difficile da superare fu picchiato da tutti Tecnics infinita con Pelé sono stati i piu forti. Alltime Messi è un fuoriclasse di questa epoca dove il calcio è peggiore e difese indebolite infatti si segna di piu..Diego fu un trascinatore calcistico e fuori dal calcio difese i giocatori contro la FIFA denuncio ma fu fatto fuori.
RispondiEliminaMessi avrebbe fatto la differenza in qualsiasi epoca.
EliminaPs Diego fece 2 finali mondiali Messi no i trofei vinti non sono vinti personalmente ma di squadra. Diego ha vinto con il Napoli 2 scudetti Messi con il Barcellona e Psg e
RispondiEliminaOsservazione valida.
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