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Simone Inzaghi e l'esilio dorato: "tra applausi, silenzi e ingratitudine"!

  Simone Inzaghi, nel silenzio più totale dopo quattro anni intensi, ha lasciato l’Inter. Lo ha fatto pochi giorni dopo una clamorosa e inspiegabile sconfitta per 5-0 nella finale di Champions League contro il PSG, come se la sua squadra non fosse mai realmente scesa in campo. E questo, dopo aver eliminato in semifinale uno dei Barcellona più forti degli ultimi dieci anni, con una prestazione tatticamente perfetta e con quel pizzico di coraggio e fortuna che nel calcio non guastano mai. Il crollo finale, soprattutto in campionato e inspiegabilmente nella partita più importante dell’anno, è stato fatale, ma anche profondamente amaro. Eppure, i Mass media e parte della tifoseria non hanno avuto nessun dubbo: da allenatore in ascesa del calcio europeo a tecnico sopravvalutato e fortunato, il passaggio è stato fulmineo. Inzaghi è stato screditato in fretta e con superficialità, come spesso accade nel nostro Paese quando qualcuno decide di intraprendere strade diverse e quando non ...

Roma-Cremonese 1-2, chi ha i denti non ha il pane

Roma-Cremonese 1-2. Reti al 28′ Dessers (C) su calcio di rigore e al 48′ autorete di Celik (C). Per i giallorossi accorcia le distanze al 93’ Belotti (R)

Rovinosa sconfitta della Roma all’Olimpico, gremito a festa da oltre sessantamila spettatori encomiabili, contro una buona Cremonese guidata dell’esperto tecnico, Ballardini. Dopo la banda Spalletti - il Napoli capolista saluta tutti dalla vetta - un’altra vittima eccellente per il cinquantanovenne allenatore emiliano. Fin troppo sottovalutato. Prostituzione intellettuale? In questo caso si tratta di vera e propria ingiustizia meritocratica per un Paese con la cultura del posto fisso e della raccomandazione.       

Addio sogni di gloria. Addio alla Coppa Italia; il primo obiettivo stagionale è andato in fumo. È una sconfitta che brucia, i tifosi della Roma non la meritavano. Dall’inizio della stagione sono sempre i migliori, il dodicesimo uomo in campo. La Cremonese passa meritatamente in Semifinale, sognando la finalissima di Supercoppa italiana col Napoli prossimo campione d’Italia. Sarebbe un colpaccio per i lombardi, prossimi a scendere negli inferi della categoria cadetta.  

Sarà un’altra stagione difficile per la Roma, probabilmente, con Zero Tituli messi in bacheca. La Conference League è stata soltanto un apostrofo rosa tra le parole Special e One. A Roma, il bel gioco non si vede da anni.

Sono lontani i tempi del triplete con l’Inter imbattibile di Mou; l’uomo di Setúbal è sempre più solo al comando della Roma. Dopo il caso Zaniolo, quello di Rick Karsdorp mai una soddisfazione per i tifosi della Magica.

Partita disastrosa per gli uomini di Mourinho. C’è poco da essere soddisfatti. Non si salva nessuno, tutti insufficienti all’appello. Non ha senso dare un voto alla prestazione dei singoli calciatori. È una sconfitta di squadra. Sono tutti colpevoli in egual misura. Si giocava contro l’ultima in classifica con zero vittorie in Serie A, quattro partite perse e una pareggiata nelle ultime cinque giornate.  La Cremonese è destinata alla retrocessione in Serie B.

La responsabilità maggiore è sempre di chi scende in campo, ma in questo caso le scelte scellerate di Mourinho - qualcuno le definisce coraggiose - hanno inciso in modo determinante sull’esito finale del match.

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini (46′ Zalewski), Kumbulla (46′ Smalling), Ibanez; Celik, Tahirovic (57′ Abraham), Cristante (46′ Matic), El Shaarawy; Pellegrini, Volpato (46′ Dybala); Belotti.

La Roma è scesa sul rettangolo di gioco sconfitta in partenza con Kumbulla difensore centrale, Tahirovic mediano al fianco di Cristante e il giovane Volpato sulla trequarti destra. Il gallo Belotti, unica punta centrale, a fare sportellate col mondo.  

Stephan El Shaarawy sulla fascia opposta al turco Zeki Çelik è un’offesa al gioco del calcio. 

Pellegrini non la vede mai. È un fantasma questo ragazzo. Zero personalità, poco leader in campo. Lorenzo sta dove lo metti. Avrebbe bisogno di un bravo mental coach, prima che sia troppo tardi per lui. Belotti lotta su ogni palla con un grande furore agonistico, ma non si può chiedere di più all’ex cuore granata. Centravanti poco dotato tecnicamente.

Chi ha acquistato Çelik è riuscito, addirittura, a fare peggio di chi ha comprato Karsdorp; non era un compito, affatto, facile per Tiago Miguel Baia Pinto superare il pelato di Siviglia. Eppure, il portoghese è riuscito a fare peggio di Monchi. Anche in questo ci vuole un grande talento. Walter Sabatini ha lasciato le macerie a Roma.

Da segnalare la posizione in campo di Dybala, troppo lontano dall’area di rigore. Vederlo in quella posizione scarificata, è uno spreco tipico di chi ha i denti ma non ha il pane e di chi ha il pane ma non ha i denti. 

La ‘Joya’ deve giocare seconda punta con o senza dentatura. Mourinho deve cambiare modulo, difesa a quattro è passa la paura.

Alla fine del match, in conferenza stampa, Mourinho ci mette la faccia, dichiarando senza giri di parole: “Primo tempo orribile, giusta l’eliminazione…”.

Del resto al popolo giallorosso, basta un poco di zucchero e la pillola va giù. Lo sa’ benissimo Mourinho che ormai gode di un credito illimitato. Parere personale, ingiustificato.  

Roma eliminata, Cremonese in Semifinale di Coppa Italia. Pesante l'eliminazione, altro che meritata. 

Arsenico17


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