Passa ai contenuti principali

IN PRIMO PIANO

Simone Inzaghi e l'esilio dorato: "tra applausi, silenzi e ingratitudine"!

  Simone Inzaghi, nel silenzio più totale dopo quattro anni intensi, ha lasciato l’Inter. Lo ha fatto pochi giorni dopo una clamorosa e inspiegabile sconfitta per 5-0 nella finale di Champions League contro il PSG, come se la sua squadra non fosse mai realmente scesa in campo. E questo, dopo aver eliminato in semifinale uno dei Barcellona più forti degli ultimi dieci anni, con una prestazione tatticamente perfetta e con quel pizzico di coraggio e fortuna che nel calcio non guastano mai. Il crollo finale, soprattutto in campionato e inspiegabilmente nella partita più importante dell’anno, è stato fatale, ma anche profondamente amaro. Eppure, i Mass media e parte della tifoseria non hanno avuto nessun dubbo: da allenatore in ascesa del calcio europeo a tecnico sopravvalutato e fortunato, il passaggio è stato fulmineo. Inzaghi è stato screditato in fretta e con superficialità, come spesso accade nel nostro Paese quando qualcuno decide di intraprendere strade diverse e quando non ...

Vi spiego il gioco di Mourinho ⚽, HJK Helsinki-Roma 1-2



La Roma scende in campo contro l'HJK per continuare la rincorsa in Europa League. Alla fine dei 90’ di gioco, il risultato sorriderà ai giallorossi. La Roma batte 2-1 i finlandesi con un goal di Tammy Abraham al 41’ e con un’autorete di Hoskonen al 62’, provocata da un cross insidioso dalla sinistra di un ritrovato El Shaarawy.

Rispetto alla formazione col Napoli, Mourinho mette in campo, a sorpresa, dall’inizio il baby talento Volpato al posto di un deludente Zaniolo (in cerca di un ruolo) e Viña che sostituisce il brasiliano, Ibanez. Il modulo della Roma è il 3-4-2-1, lo stesso utilizzato domenica nel posticipo serale contro la prima in classifica.

Rispetto alla partita contro il Napoli, Pellegrini è più libero da gravosi compiti difensivi e da quelli di marcatura a uomo, a tutto campo. Il risultato si vede, subito, nelle prime battute inziali del match e la Roma attacca, principalmente, dalla sinistra con El Shaarawy e appunto col forte capitano giallorosso.

La tattica di Mourinho è molto semplice. La Roma offende principalmente dalle fasce - saltando sistematicamente il proprio centrocampo e, così facendo, aggirando pure quello dell'avversario - con una squadra molto corta tra i reparti e racchiusa in un fazzoletto di gioco che va dalla trequarti alla propria metà campo, con una difesa molto alta guidata dalle due rocce Smalling e Mancini. 

I finlandesi invece sono arroccati, in assetto difensivo e in attesa di offendere alla prima occasione, tutti nella propria metà campo, presidiando principalmente la zona centrale del campo. Ne esce fuori una partita molto brutta, ma combattuta fino all’ultimo minuto di gioco e decisa da un paio di episodi a favore dei giallorossi. Possesso palla, leggermente, a favore dei padroni di casa col 53% contro il 47% degli ospiti. 18 sono i tiri in porta della Roma, di cui soltanto 4 nello specchio della porta. Due reti per la Roma con una percentuale di realizzazione di appena l'11% sul totale dei tiri fatti. Di contro, soltanto, 6 tiri in porta di cui 3 per i finlandesi.

Una rete dell’HJK con una percentuale di realizzazione del 16%.

Sulla fascia sinistra Vina, El Shaarawy e Pellegrini e sulla destra Mancini, Cristante e Zalewski. Il due esterni di centrocampo della Roma sono molto bloccati con mansioni prevalentemente difensive conferite, direttamente, dallo Special One. Quindi, praticamente, la difesa della Roma è a 5 con i tre centrali Vina, Smalling e Mancini e i due terzini El Shaarawy e Zalewski.

I due trequartisti, Volpato e Pellegrini, hanno il compito di attaccare senza la licenza di uccidere, rispettivamente, dalla fascia destra e da quella sinistra. Rispetto al compagno di trequarti, Volpato è più libero dagli odiosi compiti difensivi, cerca invano la giocata vincente, ma la sua partita risulterà modesta nonostante la voglia di spaccare il mondo, tipica della giovinezza. La luce non si accenderà mai nella lunga notte europea per il ragazzino prodigio.    

A centrocampo partita molto ordinata, precisa e difensiva di Camara in copertura e a presidiare la mediana della Roma. Molto alta la percentuale di passaggi riusciti dell'ex centrocampista dell'Olympiakos,

Migliore in campo, senza ombra di dubbio, l’inglese Abraham e non soltanto per il goal fatto ma anche per la solita prestazione generosa del forte attaccante giallorosso.

L’inglese gioca a tutto campo, dalla sinistra alla destra, macina chilometri su chilometri, ma questa volta - rispetto alla partita contro il Napoli - il suo raggio d’azione è più spostato dal centrocampo alla trequarti. Ne beneficia il gioco d’attacco dei giallorossi perché l’inglese è in grado di fare reparto da solo. Chapeau, Tammy è finalmente tornato al centro del villaggio giallorosso.

Come scrivevo con la premessa inziale, partita molto brutta ma per Mourinho contava soltanto vincere a "muso corto". Alla penultima giornata del Girone C di Europa League, la Roma vola a sette punti, gli stessi del Ludogorets con la quale - in uno scontro diretto con a disposizione un risultato su tre per i giallorossi - si giocherà la qualificazione alla prossima fase dell’Europa League.

Anche se, a fine partita, il tifoso romanista, amante del bel gioco, resterà con l’amaro in bocca. Anche perché, quello col HJK era il match giusto per provare qualcosa di diverso rispetto al copione ultra difensivo visto contro il Napoli. Così non è stato, pazienza. Chi vince ha sempre ragione. Vale anche nella vita.

Arsenico17

Commenti

  1. Zaniolo e’ squalificato, altroché “deludente”

    RispondiElimina
  2. Certo che è squalificato, ma il suo campionato è sempre deludente. Volpato è entrato sempre al posto di Zaniolo (non se l'aspettava nessuno, quindi sorpresa). Parlavo di ruolo.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari