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Simone Inzaghi e l'esilio dorato: "tra applausi, silenzi e ingratitudine"!

  Simone Inzaghi, nel silenzio più totale dopo quattro anni intensi, ha lasciato l’Inter. Lo ha fatto pochi giorni dopo una clamorosa e inspiegabile sconfitta per 5-0 nella finale di Champions League contro il PSG, come se la sua squadra non fosse mai realmente scesa in campo. E questo, dopo aver eliminato in semifinale uno dei Barcellona più forti degli ultimi dieci anni, con una prestazione tatticamente perfetta e con quel pizzico di coraggio e fortuna che nel calcio non guastano mai. Il crollo finale, soprattutto in campionato e inspiegabilmente nella partita più importante dell’anno, è stato fatale, ma anche profondamente amaro. Eppure, i Mass media e parte della tifoseria non hanno avuto nessun dubbo: da allenatore in ascesa del calcio europeo a tecnico sopravvalutato e fortunato, il passaggio è stato fulmineo. Inzaghi è stato screditato in fretta e con superficialità, come spesso accade nel nostro Paese quando qualcuno decide di intraprendere strade diverse e quando non ...

Lorenzo non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. ma adesso hai rotto il c....

Dallo Stadio de Kuip di Rotterdam per i quarti di finale di Europa League, la Roma esce sconfitta per un destro al volo al 53’ del centrocampista olandese, Mats Wieffer. Non è esente da colpe il portiere giallorosso, il portoghese Patricio; Il tiro è tutt’altro che irresistibile anche se - a sua discolpa - l’area di rigore era affollata da un nugolo di gambe amiche e avversarie. Voto 5.

La partita è brutta, gli olandesi la mettono sulla fisicità e sul fattore campo; alla fine dei 90' minuti di gioco sono ben 11 i falli degli olandesi, al contrario 6 quelli fischiati ai danni dei giallorossi.

Il possesso palla è a favore della squadra di casa con il 56%, ma questa statistica non fa più rumore a Trigoria e dintorni in quanto la Roma di Mourinho tende a lasciare l’iniziativa agli avversari per colpire con ripartenze veloci o sulle palle inattive con i tre centrali di difesa ben messi fisicamente.  

La Roma si schiera col classico 3-4-2-1. Difesa alta. Mancini, Smalling e Ibanez in difesa. Matic e Cristante in mediana. Spinazzola e Zalewski esterni di centrocampo, rispettivamente sulla sinistra e la destra. Dybala e Pellegrini sulla trequarti dietro l’unica punta, l’inglese Abraham. Il Feyenoord con un modulo offensivo, 4-3-3.

Per il match di ritorno i giochi per gli uomini di Mourinho sono ancora aperti, soprattutto, grazie al supporto del fantastico pubblico dell’Olimpico, il “vero” dodicesimo uomo in campo. Un altro sold out per supportare la squadra del cuore. L’amore infinito dei tifosi della Roma è encomiabile. Andrebbero premiati tutti a fine stagione. Voto 10.

Ma non solo il supporto dei tifosi, perché il Feyenoord è tutt’altro che irresistibile nonostante la prima posizione in Eredivisie a +8 punti dall’Ajax e il PSV. 

Riconoscendo i meriti agli avversari, guardando la questione da un punto di vista prettamente sportivo, la squadra giallorossa è stata anche un po' sfortunata soprattutto sul colpo di testa di Ibanez stampato sulla traversa grazie alla deviazione di Idrissi che salva sulla linea di porta strozzando l’urlo di gioia dei romanisti. Voto alla fortuna, zero.

Non soltanto sfortunata, ma anche un po' masochista a causa dal danno provocato da Lorenzo Pellegrini - il capitano - con l’ennesimo rigore sbagliato al 43’ del primo tempo, battuto di piattone sul palo alla sinistra del portiere olandese. Durante la preparazione alla massima punizione, il calciatore della Roma appare sempre troppo teso e dà la sensazione di essere un po' insicuro in questo fondamentale di gioco. Stagione deludente per il numero sette, nonostante la fiducia illimitata dello Special One. Anche se, ieri sera, una piccola crepa potrebbe essersi aperta nel rapporto di fiducia tra i due soprattutto dopo la sostituzione anticipata del capitano giallorosso, lasciato negli spogliatoi a riflettere sull’errore commesso. Al 46’ entra Wijnaldum, esce Lorenzo Pellegrini. In conferenza stampa, Mourinho giustificherà la sostituzione come tattica a seguito degli infortuni di Dybala e Abraham. Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza. Voto alla comunicazione di Mou, dieci. 

Penalizzante per l’esito finale del match è stato l’ennesimo infortunio muscolare di Dybala, uscito al 26’ per fare posto a El Shaarawy. È inutile sottolinearlo perché è scontato, ma senza La Joya diventa tutto maledettamente più difficile in attacco. La via del goal sembra smarrita, diventando una sorta di via Crucis per gli uomini di Mourinho. Come lo stesso Josè - mai domo e sempre all’attacco nonostante la sconfitta - ha ammesso in conferenza stampa: “Abbiamo grandi difficoltà a fare goal”.

Chiudo con un verso di una canzone famosa, La Leva Calcistica del ’68 del maestro Francesco De Gregori  

Ma Lorenzo non aver paura di sbagliare un calcio di rigore

Non è mica da questi particolari

Che si giudica un giocatore

Un giocatore lo vedi dal coraggio

Dall'altruismo e dalla fantasia”.

Caro Lorenzo

Assodato ciò, dati causa e pretesto - lo dice il Principe e io non sono nessuno per contraddirlo a distanza di quarant'anni - per ribaltare il risultato negativo in Olanda non guasterebbe all'Olimpico, ritorno dei quarti di finale di Europa League, un po' di coraggio, altruismo e fantasia da parte tua. Dal capitano della Roma me l’aspetto, anzi lo pretendo visto corsi e ricorsi storici dei tuoi ex colleghi.
Per adesso, stagione assolutamente negativa per Lorenzo Pellegrini. Voto 4, senza nessuna attenuante generica per il “capitano” della squadra più magica del mondo.

Arsenico17 

Commenti

  1. Si vede dalla prima partita che non è in condizioni in più il centrocampo non lo comandiamo mai e questa la dice tutta le punte non hanno mai i tempi e schemi giusti ma negli allenamenti si preparano bene?

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